La colorazione senza ammoniaca è migliore di quella che contiene ammoniaca? Perché le tinture “ammonia free” hanno preso piede negli ultimi anni a scapito di quelle contenenti ammoniaca, le quali sono state a dir poco “demonizzate”? Facciamo un po’ di chiarezza e vediamo i pro ed i contro di entrambe le colorazioni!

COLORAZIONI SENZA AMMONIACA: UN PO’ DI STORIA

Le colorazioni senza ammoniaca si sono affacciate sul mercato diversi anni fa e sono state proposte come prodotti meno aggressivi, più delicati rispetto ai suoi omologhi a base ammoniacale. Complici le strategie di marketing dei brand più rinomati dell’hair care, tutte ci siamo ritrovate con una colorazione ammonia free in casa, con la convinzione granitica che fossero più “naturali” rispetto alle vecchie tinture contenenti ammoniaca. Nel corso degli anni mi è capitato di sentirne veramente delle belle su queste colorazioni. Nello specifico, la comunicazione dei brand che fanno il bello ed il cattivo tempo in questo settore, virava verso una rappresentazione un po’ distorta sulle prerogative di questi prodotti (ovviamente non posso menzionare brand e aziende!). Un altro aspetto da non sottovalutare è che le colorazioni senza ammoniaca godono di una certa popolarità in virtù del loro odore, decisamente più gradevole rispetto alle tinture ammoniacali. Gli effluvi emanati da quest’ultime sono particolarmente intensi, lo sappiamo tutti. Ma è sufficiente questo parametro-quello olfattivo-per classificare le tinture senza ammoniaca come più innocue? Addentriamoci nel vivo della questione!

COMPOSIZIONE DEL COMPOSTO COLORANTE

La colorazione per capelli è composta fondamentalmente da due sostanze: l’agente alcalino, che può essere l‘ammoniaca oppure l’etanolammina (quello che troviamo nella colorazioni ammonia free) e il perossido di idrogeno (l’acqua ossigenata), l’agente con un ph acido che riduce l’alcalinità del prodotto colorante. Quindi la differenza fra le tinture con ammoniaca e quelle senza risiede proprio nell’agente alcalino: l’ammoniaca oppure l’etanolammina. Partiamo dal primo, ossia l’ammoniaca. E’ una sostanza piuttosto volatile, evapora facilmente ed emana effluvi sgradevoli (che ben conosciamo). Nella colorazioni senza ammoniaca l’agente alcalino è l’etanolammina, un composto amminico che svolge le stesse funzioni dell’ammoniaca ma ha delle prerogative diverse. Ha un peso molecolare maggiore ed un punto di ebollizione più alto rispetto all’ammoniaca, caratteristiche che rendono la sostanza meno volatile, e quindi può lasciare dei residui sul capello. A differenza dell’ammoniaca, però, non emana effluvi sgradevoli: detto altrimenti-passatemi il termine-non puzza come l’ammoniaca. Quindi? Non è tutto oro quel che luccica, quantomeno non tutto quello che ci hanno raccontato su queste colorazioni!

CONCLUSIONI: COSA SCEGLIERE?

La risposta è…dipende! E’ necessario fare dei distinguo e valutare da caso a caso. Le colorazioni senza ammoniaca solitamente non hanno al loro interno dei componenti che sono i responsabili della maggior parte delle reazioni di sensibilizzazione della cute e di allergie: sto parlando dell’ormai nota parafenilendiamina (PPD) e della resorcina, che ad oggi sono le sostanze che creano più problemi di tutte. Quindi: se avete problemi di sensibilizzazione o-peggio ancora-di allergie ed avete trovato una colorazione ammonia free che non contiene le sostanze che vi scatenano queste reazioni, ben venga la tintura senza ammoniaca, altrimenti potete tranquillamente continuare con quella a base ammoniacale. Non ci sono differenze sostanziali fra le due a livello di “formulazione meno dannosa”: sono entrambe delle colorazioni chimiche, il concetto di naturale, bio, green-chiamatelo come volete-non c’entra assolutamente niente! Spero di essere stata chiara e di aver sciolto qualche dubbio!

Cosa ne pensate delle colorazioni senza ammoniaca? Le avete mai provate?